Il Mio Primo Lavoro – di Franco Dallera

 

Sono nato il 27 ottobre 1937 a Mezzana Bigli, e a 14 anni,nel 1952 ho iniziato a lavorare presso la Ditta Lova , due settimane prima di Cesare Piumazzi.

La Ditta Lova era allora composta dai quattro fratelli Lova e da circa 15 dipendenti.

Per un ragazzo come me, proveniente da una famiglia di contadini di Mezzana, inesperto e giovane, lavorare presso questa ditta era sicuramente un grande traguardo. Percorrevo tutti i giorni il tragitto per Sannazzaro con la mia bicicletta, estate e inverno. Ho cercato di dare il massimo sia nell’impegno che nella velocità, guadagnandomi il soprannome di rapid. Tutti i dipendenti però possedevano un soprannome, che come tutti i soprannomi nasce da una qualche “caratteristica”, c’era : al gnomo, sipe, ciufla, al turc, ran-ran, ciril, ecc.

Il lavoro consisteva nella produzione di trebbiatrici, essiccatoi, imballatrici per il grano, ecc., un’opera di grandi soddisfazioni professionali, anche per noi operai. Il lavoro era svolto per la maggior parte del tempo presso le sedi delle varie riserie quindi il tragitto veniva percorso, o con la bicicletta con cui andavo al lavoro, o con la lambretta della ditta o, se eravamo in un numero superiore a due, con la loro giardinetta. Ci si fermava poi a mangiare, o presso la famiglia proprietaria della riseria o presso alcune trattorie. Ricordo per esempio una trattoria a Gambolò, dove la stufa veniva accesa solo il mercoledì, perché in quel giorno veniva a mangiare il notaio; per il resto della settimana la temperatura interna era uguale a quella esterna.

Ho lavorato presso la Ditta Lova dai 14 ai 23 anni, e come tutte le persone anziane, ricordo bene i particolari legati all’esperienza giovanile, quindi anche quella professionale. Molto di ciò che ha citato “Cesar” era radicato anche nella mia memoria.

Ricordo per esempio: la ricostruzione della turbina, del mulino e della riseria Comolli, che dopo l’incendio abbiamo trasferito da Zinasco a Pieve Albignola (nello stesso periodo mi ammalavo di “Asiatica” che mi ha costretto a letto per quindici giorni, gli unici giorni di assenza in quasi 10 anni!). E poi ancora la creazione di un sistema, allora all’avanguardia per inscatolare il riso, presso la riseria Perotti di Dorno e la costruzione di un impianto di “macinelle del bulon” che serviva per i vari mangimi. Uno degli ultimi ricordi è il lavoro presso la riseria Galbiati di Cava Manara, dove è stata costruita una botte per brillare e lucidare il riso.

Quando mi è stato chiesto di mettere giù due righe, sui mie ricordi in Ditta Lova, non ero così entusiasta. Ora invece sono grato per avermi di fatto costretto a mettere ordine nei miei ricordi, ma soprattutto a rendermi conto di quanto sono stati belli quegli anni.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>